Gaetano Lembo

Gaetano Lembo

Gaetano Lembo, nel cast di Baci Salati con Monica Scattini, Sandra Milo e Angelo Russo è attore, scrittore, autore e regista. Nato e cresciuto a Roma, decide di investire molto della sua vita e della sua arte in terra siciliana, a Catania. Forse perché il papà è di Falcone? Lo chiediamo a lui e conosciamo un grande talento dagli occhi normanni. Cosa stai facendo in questo momento? Sto tenendo un laboratorio su Tennessee Williams e sto preparando per la nuova stagione uno spettacolo comico, di cabaret e musica, per Roma e per Catania; ed uno spettacolo più classico solo per Catania. Quali progetti hai in cantiere? Ce n’è uno in cantiere da un po’, che dovrebbe partire entro un anno, ed è una tourneè internazionale nei centri culturali all’estero per raggiungere le comunità italiane e presentare loro il “Semper Fidelia”. Un vero e proprio omaggio agli Italiani all’estero. Vorrei anche riprendere “Una vestale di nome Ginevra” a Catania. Quanto ti piace vivere il teatro dall’altra parte? Non calcando le scene, ma dirigendo i colleghi. Ti senti più attore, regista o autore? Per una strana magia mi sento tutte e tre. Ho cominciato facendo le tre cose, per cui vivo uno “strip lamento”. E’ più difficile quando non si conoscono i panni dell’altro….la mia fortuna è conoscerli, così quando faccio l’attore non disturbo il regista, conosco le paure e tratto come mi piacerebbe essere trattato, sono autore dei miei testi come fossi autore di un altro…penso di avere una sorta di schizofrenia teatrale!!! Quando hai capito che volevi fare l’attore? Quando suonavo la chitarra al Liceo; ho sempre avuto un grande amore per la letteratura, ho scelto le discipline dello spettacolo all’università, ma già avevo il pallino dello spettacolo al Liceo coi miei primi racconti… Sei nato a Roma, ma hai origini siciliane (il padre di Falcone ndr). Dove ritrovi in scena la tua sicilianità? In realtà ho mamma romana e papà siciliano. Ritrovo la sicilianità nella vulcanicità, nell’affrontare con profondo entusiasmo le cose, caratteristica che a volte diventa un difetto, che può essere travisata, in linea di massima fa paura il carattere così esplosivo. Sempre a proposito di Sicilia, quindi, come sei arrivato a Catania? E’ stato un passaggio naturale. Dalla caput mundi alla regione dei mille teatri, dalla terra di Adriano a quella di Segesta e Taormina. Cos’è per te il Teatro del Tre a Catania (aperto nel 2007)? E’ casa mia. Lo dico anche agli allievi ed agli attori che il teatro deve essere casa nostra nel senso del rispetto e della cura che si ha dentro la propria abitazione. Si osservano delle regole all’interno della propria dimora. Rispetto, tolleranza, educazione, la casa rappresenta chi sei, è lo specchio di chi la abita. Quali obiettivi ti prefiggi in questa Accademia catanese di cui sei direttore artistico? Comunicare e far appassionare le persone che arrivano a teatro. Credo che la cultura sia l’unico modo di sconfiggere l’ignoranza, madre di tante brutture. Noi attori dobbiamo essere al servizio della cultura per la crescita di tutti e non metterci su un piedistallo. Ci sono gelosie o rivalità col Teatro del Tradimento (aperto nel 1992) di Roma? No! Il Teatro del Tre è il figlio diretto, la naturale conseguenza. Chi ha scelto il nome del Teatro del Tre, mi sai spiegare perché si chiama così? Certo. L’ho scelto io. Il tre è il numero perfetto, in teatro c’è la regola del tre, è stato fondato da tre persone, in Sicilia terra della Trinacria e delle tre colonne che la reggono…E se non bastasse sono nato il 3 aprile! Quale opera vorresti interpretare e quale dirigere? Il mio sogno si è realizzato lavorando ne “Il Caligola”, che in qualsiasi ruolo è fantastico. La sfida che vorrei affrontare da regista invece è “L’opera da tre soldi” di Bertolt Brecht. Un altro tre! Passiamo ad un sette: quale delle Isole Eolie è più nel tuo cuore? Le conosco tutte bene e le amo molto. Ho trascorso alle isole i miei ultimi venticinque anni. Ho cominciato con Stromboli, otto anni, poi ne ho passati sei a Salina, infine dieci ad Alicudi. E l’ultimo amore è quello più bello, perché lo sto vivendo! Per concludere, vuoi ringraziare qualcuno? Il mio grazie più grande e sincero va alla mia famiglia. Ognuno di loro è ed è stato fondamentale. A mia sorella Daniela Lembo, presidente delle Associazioni; a mamma Anna Maria Faitanini, la sarta ufficiale del teatro ed a mio padre, un militare, carabiniere siciliano, che mi ha assecondato e spalleggiato sin dagli esordi. E noi di Lipari.biz ringraziamo te per la bella chiacchierata.



Daniela Bruzzone

Data notizia: 08/08/2011

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