Cantieri, Crocetta: ne faremo tanti altri

Cantieri, Crocetta: ne faremo tanti altri “Trovo tremendamente provinciali le affermazioni di alcuni che in Sicilia considerano gli interventi a favore dei poveri quale occasione di spreco. Ovviamente non si ha la percezione della gravità della situazione sociale, dei livelli di disoccupazione per le fasce giovanili e per gli ultracinquantenni, non si ha la percezione della drastica diminuzione dei consumi, anche di tipo alimentare. Tale situazione incide sulla vivibilità delle famiglie – emblematici casi di suicidio accaduti in questi mesi- ma agisce profondamente sulla situazione delle imprese che chiudono perchè non vendono. Proprio su questa considerazione l’Europa raccomanda le politiche di coesione sociale finalizzate a proteggere i senza reddito ed è proprio per queste motivazioni che l’Italia si sta organizzando – è nel programma di Letta- per creare misure simili a quelle che stiamo avviando in Sicilia. D’altra parte cominciano a partire i primi investimenti, ieri Comiso, oggi un grande investimento di serre fotovoltaiche, il primo in Europa, l’avvio del patto dei Sindaci con 5 miliardi e mezzo di fondi europei, l’accordo con le ferrovie. Ovviamente chi pensa che lo sblocco dei fondi si traduca subito in lavoro mente, sono necessarie gare, vanno rispettate le procedure. Gli effetti matureranno nel tempo. Nelle more è necessario varare misure eccezionali contro la povertà e la disoccupazione, migliaia di famiglie in Sicilia vivono oggi sotto la soglia pevertà. A chi parla di misura elettorale, io replico che dopo le elezioni ne faremo tanti altri. Nella nuova programmazione del fondo sociale europeo, voglio intensificare le misure per tamponare la crisi e il disagio sociale e tentare di riavviare lo sviluppo. La politica del mio governo è chiara, aiuti ai poveri, sviluppo e trasparenza amministrativa. Mi pare che stiamo dando risposte. Solo che gli interventi di sviluppo non si compiono in 6 mesi. Parlare di strumentalizzazioni davanti il dramma dei poveri è squallido. Inoltre non sono interventi a favore delle città in cui si vota, ma di tutta la Sicilia. Se dovessimo interrompere l’attività di governo ad ogni elezione, dovremmo smettere di governare. Ciascuno cominci a occuparsi nel proprio ruolo della Sicilia e invece di criticare lavori. Di critici la Sicilia ne ha avuti tanti, di operatori di lavoro pochi. Il mio obiettivo è chiaro, lavoro da mattino a sera per far uscire la Sicilia dalla voragine in cui è stata cacciata, è dura ma ce la faremo. Questo passa a favore di interventi per i più poveri”.

a cura di Peppe Paino

Data notizia: 08/06/2013

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