L’esodo, tragico e senza fine, dalla Libia verso l’Italia

L’esodo, tragico e senza fine, dalla Libia verso l’Italia


Nella notte tra sabato 18 e domenica 19 aprile è naufragato un barcone carico di migranti a largo delle coste libiche. Il naufragio è avvenuto davanti alla nave dei soccorritori. Il barcone si trovava a circa 70 miglia a nord dalla costa libica, quando è stato raggiunto da un portacontainer, che aveva già compito negli ultimi giorni soccorsi di questo genere. I migranti, vista la nave di soccorso, si sono spostati in massa su una stessa fiancata e il barcone si è capovolto. Il peschereccio, di circa 20 metri, era strutturato in tre livelli. Centinaia di migranti sono stati chiusi a chiave dai trafficanti prima della partenza nei livelli inferiori, così da non avere possibilità di uscita. Le stime inziali hanno parlato di circa 700 vittime, ma secondo la testimonianza di uno dei sopravvissuti sarebbero state circa 950 le persone a bordo dell’imbarcazione, tra cui circa 200 donne e 50 bambini. Soltanto 24 salme sono state fino ad ora recuperate. Il superstiti sarebbero solo 28. Il naufragio ha messo nuovamente in discussione gli sforzi dell’Italia e dell’Unione Europea per gestire i flussi migratori nel Mediterraneo. Dopo questa ennesima tragedia del mare sono in molti a puntare il dito contro Triton e Frontex, giudicate inadatte rispetto a Mare Nostrum. Mare Nostrum è stata un’operazione militare e umanitaria, attiva dal 18 ottobre 2013 al 31 ottobre 2014. Questa iniziativa si è posta come obbiettivi la salvaguardia della vita in mare e l’arresto degli scafisti che speculano sul traffico illegale di migranti. Al fine di raggiungere gli obbiettivi prefissati, non sono stati risparmiati sforzi. Sono state coinvolte la Marina Militare, la Guardia Costiera, l’Aeronautica e la Guardia di Finanza. Oltre 160.000 migranti sono stati soccorsi. Il costo mensile sostenuto per le operazioni è stato di circa 9,5 milioni di euro al mese. Da novembre 2014, Frontex (cioè l’Agenzia europea per la gestione della cooperazione internazionale alle frontiere esterne degli Stati membri dell'Unione europea) e Mare Nostrum, hanno dato il via all’operazione europea Triton, sostitutrice delle altre missioni attive nel Mediterraneo. Questa iniziativa, a cui partecipano 29 paesi membri, non è finalizzata tanto alla ricerca e al soccorso in mare, quanto invece al controllo delle frontiere entro 30 miglia dalle coste italiane attraverso navi e motovedette. Il tutto ad un costo mensile di 2,9 milioni di euro al mese. Sono circa 6.000 i migranti soccorsi fino ad ora. Ragionevole, insomma, lo scetticismo di molti stando a questi risultati, soprattutto a fronte della nuova ondata di migranti, circa un milione, che si appresta a partire dalle coste libiche. Appare evidente, oltretutto, che <<ci troviamo di fronte ad un inarrestabile traffico di uomini, a carico di una rete transnazionale>>. Così afferma il procuratore aggiunto di Palermo, Maurizio Scalia, durante la conferenza stampa sull'indagine su una rete criminale che gestisce i viaggi degli extracomunitari verso la Sicilia. <<La banda - ha spiegato Scalia - pretende quattro tipi diversi di pagamento: il primo per la traversata del deserto, parliamo di 5 mila dollari; successivamente, dalla Libia, per il viaggio in mare, ciascun migrante deve pagare circa 1.500 dollari; una volta giunti in Italia, e lasciati i centri di accoglienza dopo le operazioni di identificazione, gli extracomunitari sborsano tra i 200 e i 400 euro per il soggiorno clandestino; infine, per raggiungere il Nord Europa e ricongiungersi ai familiari servono altri 1.500 euro».
Nell’ultima settimana sono stati diecimila gli sbarchi in Sicilia, e altri 24 scafisti sono stati arrestati, per un totale di 1.002 solo negli ultimi mesi. Urge trovare una soluzione per questi sbarchi indiscriminati, aumentati vertiginosamente dal 2011, a seguito della guerra libica. L’estremismo islamico ha infatti preso il sopravvento, dopo la deposizione di Gheddafi, avviando una spietata conquista della Libia, ponte verso l’Europa.

di Caterina Saltalamacchia
 



Data notizia: 22/04/2015

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