Lipari, Oscar del grottesco per spiagge a rischio

Lipari, Oscar del grottesco per spiagge a rischio Riceviamo da Giansanto Lo Giusto e pubblichiamo: E’ passato quasi un anno dal terremoto dell’agosto 2010 eppure la maggior parte delle spiagge dell’isola di Lipari è ancora interdetta alla consueta fruizione ed attività balneari connesse. Il terremoto non ha fatto grandi danni, anzi più che altro un po’ di panico e tanta polvere sollevata da qualche masso pericolante rotolato da costoni costieri già precari da tempo e mai messi in sicurezza, tuttavia, a salvaguardia della pubblica incolumità, sono state in parte rinnovate e per altra parte emesse nuove ordinanze di divieto da parte dell’Autorità marittima dell’isola di Lipari. Ordinanze che vietano alle persone l’accesso, lo sbarco e la sosta a terra, alle imbarcazioni l’ancoraggio a meno di 100mt dalla riva e lo svolgimento delle attività turistiche di servizio nelle spiagge in questione. Certamente in una località che vive di turismo tutto ciò non è cosa da poco, considerando che, nonostante il particolare interesse culturale, vulcanologico e naturalistico delle Eolie, il turismo balneare è, a tutti gli effetti, il settore primario dell’economia dell’isola ed in tempi di crisi economica generale la situazione attuale non è certo d’aiuto. Ovviamente la pubblica incolumità viene prima di ogni cosa, ma è proprio questo il punto dolente, dopo mesi, ancora non si è fatto nulla al fine di limitare od eliminare del tutto le eventuali possibili fonti di pericolo lungo i litorali dell’isola. Ai danni assai limitati dell’evento tellurico, si è aggiunto il danno ben più grave dell’immobilismo burocratico e dell’indifferenza generale, pubblica e privata, che rischia di compromettere in maniera pesante e tutto sommato assurda, la stagione turistica in corso e l’immagine pubblica dell’isola agli occhi della Comunità internazionale, nel frattempo comunque nessun evento franoso si è più verificato. Non si può certo addossare la responsabilità totale della situazione al mancato stanziamento dei fondi necessari agli interventi di messa in sicurezza dei costoni pericolanti; infatti per chiedere ed ottenere quanto necessario di solito occorre predisporre un dettagliato piano d’intervento che a quanto pare non è stato ancora redatto. Se invece così fosse, si saprebbe già in dettaglio dove e come esattamente intervenire e quindi quantomeno, in attesa di azioni definitive, si potrebbe nel frattempo con poca spesa recintare le porzioni di territorio compromesse e nel contempo liberare dal divieto generalizzato le aree limitrofe non pericolose consentendo di fatto la normale fruizione delle spiagge ed il libero e legittimo esercizio del godimento di questo bene pubblico da parte della collettività. Al proposito sono fermamente convinto (e suggerirei una proposta di legge) che le ordinanze limitative emesse in occasione di eventi eccezionali e quindi in situazioni di emergenza, dovrebbero avere un limite temporale ristretto a pochi mesi, il necessario per predisporre i primi interventi, eventualmente protraibile per altro breve periodo nel caso di comprovate e contingenti necessità, dopodichè dovrebbero decadere di efficacia addossando, in caso di inadempienza, a chi compete, oneri e responsabilità. Questo perché non è concepibile che si usi la carta stampata, sottoscritta, timbrata e protocollata, per protrarre indefinitamente nel tempo la soluzione di problemi impellenti scaricando nel frattempo oneri e responsabilità sulla comunità. Esempio illuminante e meritevole dell’Oscar del grottesco, è stata in un recente passato la situazione di Porto Pignataro a Lipari, dove per la caduta di un masso isolato dal costone sottostante il locale La Pinnata, per ben 10 anni è rimasta in vigore l’ordinanza n.47/97 emessa dall’Ufficio Circondariale Marittimo di Lipari che, con un cartello delle dimensioni di oltre un metro quadro, causa possibile pericolo di frane, vietava l’accesso ed il transito nel porto agli automezzi ed alle persone, cosa assurda quest’ultima, che di fatto precludeva l’utilizzo del porto stesso, compreso l’imbarco e lo sbarco. Inoltre, dal momento che naturalmente il divieto veniva totalmente ignorato da tutti, compreso chi avrebbe dovuto farlo rispettare, si era creata di fatto una situazione di inutile costante trasgressione ed illegalità. Per la cronaca nulla è più franato, nessun intervento è stato mai fatto, anzi proprio in prossimità del punto di distacco si è poi anche regolarmente edificato, l’ordinanza in questione è stata finalmente revocata dopo ripetute sollecitazioni dell’informazione locale ed una interrogazione in Consiglio Comunale. Giansanto Lo Giusto

, a cura di Peppe Paino

Data notizia: 16/06/2011

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