Salina vuol tutelare i suoi capperi e cucunci

Salina vuol tutelare i suoi capperi e cucunci Michele Merenda SALINA – Venerdì 29 luglio si è svolta a Malfa una riunione dei produttori del presidio del cappero e del cucuncio (il frutto del cappero) di Salina. Erano presenti, oltre a quasi tutti quelli che già fanno parte del presidio, anche un buon numero di piccoli produttori che hanno manifestato l’interesse a far parte del presidio Slow Food dell’isola. Ciò ha suscitato grande soddisfazione negli organizzatori di questo progetto, in quanto vi è il chiaro sentore di star facendo breccia anche nel substrato popolare. Tra i vari argomenti trattati è stata proposta l’idea di migliorare l’etichetta del presidio, mettendo in maggiore evidenza la tracciabilità del prodotto e la dicitura “prodotto a Salina”, per differenziarlo da quello soltanto “confezionato nelle isole Eolie”. Un accorgimento che darebbe finalmente ai consumatori la giusta informazione sulla provenienza del prodotto. Il responsabile del presidio, Giuseppe La Malfa, ha anche proposto che si attuasse una campagna per far diminuire l’uso della vendita sull’isola del cappero sfuso a vantaggio di quello con etichetta. L’unica eccezione consentita è stata quella dei piccoli produttori che potrebbero continuare a vendere il proprio prodotto sfuso, ma aderendo al presidio Slow Food e quindi mettendo la segnaletica con il relativo marchio. Infine è stato deciso di escludere dal presidio i capperi con calibro inferiore al 7 perché non riconoscibili da quelli provenienti dall’estero. Il fiduciario Rosario Gugliotta ha infine proposto al prof. Francesco Sottile del Dipartimento di Colture Arboree di Palermo dell’Università di Palermo, presente alla riunione su mandato dell’ufficio nazionale dei presidii, di censire e preservare le piante di capperi centenarie presenti sull’isola. La riunione ha rappresentato un passaggio molto importante per preservare e difendere i capperi ed i cucunci del territorio di Salina e, di conseguenza, combattere il fenomeno della vendita di capperi non autoctoni. (nella foto: il fiduciario Saro Gugliotta con un cucuncio)

, a cura di Peppe Paino

Data notizia: 31/07/2011

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