Riceviamo dal dott. Giovanni Rosa e pubblichiamo, ricordando che sulla vicenda è in corso un’inchiesta giudiziaria. Solo la magistratura potrà stabilire eventuali responsabilità.
Egr. direttore,
non le sarà sicuramente sfuggito il caso della bambina di 11 mesi deceduta all'ospedale di Partinico dopo che, secondo il racconto dei genitori, le sarebbero stati praticati tre aereosol.
Si chiama “laringite ipoglottica”. Spiego in breve: il bambino, a 11 mesi, ha la laringe molto stretta e in caso di una infiammazione, (vedi il mio precedente articolo del pericolo dello stress termico da viaggio in aliscafo) presenta una difficoltà respiratoria definita”tirage” per la quale l’unico rimedio sono i cortisonici, ma per via iniettiva.
L'aereosol con la deposizione di farmaci, anche cortisonici, esplicherebbe una ulteriore riduzione del passaggio dell'aria.
Nel caso specifico, il problema non è l'assenza dei medici ma – da quanto emerso dalle cronache- la prescrizione degli stessi alle due infermiere di fare per metodo un particolare tipo di aereosol non tenendo conto della casistica che nel caso della “laringite ipoglottica” lo controindica.
Dichiara l'Ass. Russo che “con “dispiacere” si “constata” il decesso di una bimba e ci si stringe al dolore dei familiari”, sarà la magistratura a chiarire le responsabilità...
Nella cronaca risuonano le parole del padre” l'hanno riempita di farmaci...non capivano nulla”
Ho avuto occasione nel corso dei miei anni di lavoro, di “salvare” due piccoli con una grave sindrome ostruttiva laringea e curare molti altri per casi più semplici.
Ora in ritiro nell'isola di vulcano “perdo” il mio tempo a far capire che se proprio si vuole fare una terapia aereosolica basata il vecchio bicarbonato o altrimenti la benefica acqua di S. Calogero.
Giovanni Rosa
, a cura di Peppe Paino
Data notizia: 8/8/2011
dalla nostra Daniela Bruzzone
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