La formazione giovanile del club Don Bosco di Leni

La formazione giovanile del club Don Bosco di Leni Padre Benedetto Nicotra Il Centro club Don Bosco di “Leni” si propone oggi di aiutare i giovani a trarre il meglio di se. «Il bisogno è tanto grande quanto la sfida è più che mai complessa: come possiamo aiutare i giovani a trarre il meglio dal proprio cuore e imparare dalla saggezza del passato al fine di consentire loro di creare un futuro migliore? Vogliamo che essi crescano, abbiano grandi sogni di vita e di speranza. E noi vogliamo offrire loro gli strumenti che li aiutino a distinguere, tra i molti sogni loro offerti, quelli che seguono la strada verso la vera gioia del nostro Signore Gesù, e quelli che semplicemente seguono le tendenze superficiali del profitto e del mercato del momento. Vogliamo essere con i giovani in modo che essi non scambino l’entusiasmo per il cinismo, ma che mettano tutto ciò che hanno a servizio di obiettivi e sogni ai quali valga la pena dedicare la loro vita e il loro cuore”. Il primo passo per un discernimento è dunque porsi la domanda se siamo dove sono i giovani, la presenza è il primo e più importante contributo alla loro vita. «Qual è la qualità della nostra presenza con i giovani, e quanto essa è profonda, genuina e cristiana? Qual è la qualità della nostra presenza tra i giovani poveri, esclusi, o vulnerabili, i giovani che hanno più bisogno?». Facilitare il loro discernimento Facilitare il discernimento: Sono molto felice di vederti diventare un buon... Dopo la presenza, il secondo grande servizio ai giovani è facilitare il loro discernimento. «I giovani hanno difficoltà a prendere decisioni fondate. In questo periodo della loro vita, essi sono di fronte a decisioni su cosa fare per il resto della loro vita: quali relazioni avere, quale professione o carriera intraprendere, quali valori far propri». Il criterio e la preoccupazione nel campo educativo cristiano,sarà quello di aiutare i giovani a rendersi liberi da decisioni che altri hanno preso per loro. «Viviamo in un mondo in cui molte persone e agenzie vogliono decidere per noi; vogliono farci comprare i loro prodotti, la loro moda, i loro valori, il loro stile di vita, le loro ideologie». Il ruolo educativo nei confronti dei giovani sarà quello di aiutarli a essere liberi per potersi confrontare con tutte queste possibilità. Questo è il luogo in cui ciascuno può esercitare al massimo il suo personale dono di creatività con i giovani, andare fin nelle profondità del proprio cuore per scoprire l’azione e l’opera dello Spirito, fonte principale e affidabile per una giusta decisione su ciò che è importante. «Il servizio come fratelli maggiori al centro Don Bosco club, di “Leni”, ai giovani, è un servizio in profondità che non può essere esercitato soltanto attraverso rapporti di gioco o di altro; ma di accompagnamento attraverso il comportamento, ed il rispetto delle nuove regole adesso esposte nella bacheca all’ingresso del Centro. Oggi, i giovani del Centro avranno anche la presenza di un sacerdote educatore che aiuta il giovane quando lo chiede, vi assicuro che quelli che frequentano lo fanno dialogando con il sacerdote, di turno. Molti sfogandosi riprendono in mano la loro vita con scelte più mature. Esso richiede quella vicinanza che può facilitare le grandi decisioni, della vita nel mondo di oggi. I Giovani sono chiamati a non chiudersi, credendo che la famiglia isolata sia l’unico canale per una migliore crescita e maturazione della futura persona. Dimenticando la relazione l’interscambio anche di culture, visto che il nostro centro è aperto anche ai migranti di altre religioni, nazioni e lingua. Il lavoro con i giovani offre opportunità di crescita anche per chi lavora con i loro, nulla di ciò che è veramente importante succede solo automaticamente. «La sensibilità e la capacità di percepire l’opera e i doni di Dio nei nostri cuori richiedono istruzione e formazione interiore: la capacità di sentire, di percepire, di avvertire i movimenti del nostro cuore. I giovani sono pieni di capacità, di doni e di una straordinaria profondità d’animo. Ma questa grande abbondanza può essere fonte di rumore interiore; ed è molto facile che si cresca insensibili a ciò che accade dentro, ignorando la musica e gli affetti che rendono la nostra vita così bella e così promettente. La sfida è quindi di aiutare i giovani a diventare sensibili alle forze meravigliose e ai movimenti che Dio, altre persone, la realtà, la loro generosità e la vita producono nei loro cuori”. Tutto questo non solo comporta un lavoro approfondito di conoscenza di se stessi e dei propri movimenti del cuore, ma anche si avverte la necessità di conoscere in modo più approfondito il mondo dei giovani, la loro cultura, i loro valori e il loro linguaggio. Gli stimoli e le sollecitazioni offerte invitano, in conclusione, a un costante atteggiamento di sano e creativo discernimento della presenza e del servizio al mondo giovanile partendo dal Centro Don Bosco club a favore dell’umanità. ( Buoni Cristiani;Onesti Cittadini) come voleva Don Bosco.

a cura di Peppe Paino

Data notizia: 29/01/2013

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