Scafidi, cacciatori contro incendi (2)

( segue lettera Scafidi) Ma il consigliere, dopo queste sviolinate, per salvare l'isola dagli incendi, esordisce con un rimedio davvero singolare, ovvero, dar vita alla “Riserva Naturale Orientata”, in quanto come da lui sostenuto “avere un area protetta equivale ad avere un ente gestore, che tra i suoi compiti istituzionali ha anche quello del controllo e della prevenzione degli incendi”, (se questo fosse il rimedio agli incendi l’intero globo terrestre sarebbe stato trasformato in una Riserva Naturale Orientata).Anche qui mi permetto di sollevare una precisazione: è sotto gli occhi di tutti che i parchi, le riserve e le oasi protette più importanti d'Italia non sono immuni agli attacchi dei piromani, basta leggere i giornali.Dal sito del Corpo Forestale dello Stato, di cui allego la pagina scaricata (vedi allegato 4), è possibile avere un resoconto allarmante degli incendi estivi, oltre 600 roghi nei parchi nazionali nel corso del 2007, qui già si parla di parchi con degli enti gestori che percepiscono finanziamenti di gran lunga superiori a quelli di una riserva, a dimostrazione allego anche una piantina divulgata dal WWF (vedi allegato 5), relativa a tutti i parchi, riserve ed oasi protette in Italia che hanno subito notevoli danni a causa degli incendi appiccati dai piromani, non mi sembra che i piani di difesa anti-incendio di questi enti gestori siano poi così infallibili.Infatti, l'efficienza di questi enti gestori è talmente scarsa che lo stesso Ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo, di recente ha annunciato una gestione privata degli enti parchi, definendoli come una “sorta di poltronificio” (basti pensare a quanto ammonta la spesa che lo Stato deve sostenere per il mantenimento di queste aree protette e soprattutto quanto percepiscono di stipendi i relativi presidenti) il tutto al fine di ridurre lo sperpero di denaro pubblico.Non è un mistero che intorno a queste poltrone ruotano molteplici interessi e rappresentano una sorta di “parcheggio” per gli amici di qualche politico (vedi allegato 5 Bis).Non è neppure un mistero che una gestione privata affidata a fondazioni faccia tremare il mondo ambientalista, visto che finirebbero gli sperperi per studi e ricerche inutili.E' la classica storia all'italiana, dove i nostri soldi vengono bruciati, dove anche uno scarafaggio deve essere oggetto di studio da parte di qualche cervellone che per farlo percepisce uno stipendio faraonico. Se gli enti gestori dei parchi più importanti d'Italia non sono in grado di garantire il controllo e la prevenzione degli incendi, mi chiedo come potrà farlo l'ente gestore di una riserva così imponente come quella di Lipari, con un territorio fortemente variegato, ci troveremmo di fronte all'ennesimo sperpero di denaro pubblico per insediare altre poltrone.Tuttavia, questa è l'isola di coloro che gridano allo scandalo se una società non locale gestirà una banchina, ma poi sono contenti se regaliamo gran parte della nostra isola ad un ente gestore di una riserva e sono anche contenti se il valore dei terreni comprati con tanti sacrifici sarà pressoché azzerato (tanto i soldi per comprarli non li hanno spesi loro).Tutto ciò scaturisce dal fatto che in quest'isola manca l’orgoglio di essere eoliani e non si apprezzano i sacrifici che i nostri padri e soprattutto i nostri nonni hanno fatto per comprare un pezzo di terra, alzandosi la mattina alle quattro per scavare pomice a Porticello, trovando alcuni di loro la morte per silicosi o altro, oppure facendo i lavori più umili al servizio di qualche signorotto del paese, purtroppo coloro che non hanno mai fatto sacrifici, non potranno mai capire chi invece ha duramente lavorato.Ma la frase che lascia perplessi nella lettera del consigliere è che il “Sindaco abbia il dovere morale di rivedere alcune sue convinzioni” in ordine all'istituzione della Riserva, come se questa fosse una priorità assoluta.Penso che i doveri morali di un Sindaco e di un amministrazione siano ben altri, basti pensare agli ex dipendenti Pumex, a chi è senza casa o a chi non riesce a raggiungere la fine del mese con la sua paga, rifiuto qualsiasi commento ad una simile affermazione, visto che l'esistenza e la stessa sopravvivenza di un individuo con la sua famiglia vale meno di una Riserva. Per concludere, il consigliere a supporto delle sue teorie evidenzia una sorta di impietoso raffronto tra Salina e Lipari, spudoratamente, senza considerare che si tratta di due isole completamente diverse fra loro, sia per dimensioni (Salina è più piccola di Lipari), assetto territoriale (Salina si presenta con due montagne di oltre 800 mt d'altezza, mentre Lipari è collinare con dei tratti pianeggianti), numero di abitanti (Salina ha circa 3.000 abitanti mentre Lipari ne conta oltre 10.000) e presenze durante il periodo estivo (la maggior parte del flusso turistico viene assorbito da Lipari, mentre solo una piccola parte da Salina) e facendo passare Salina, grazie alla sua riserva, per una gallina dalle uova d'oro.Peccato che nella sua lettera il consigliere non parli dell'incendio che ha colpito l'isola di Salina nell'agosto del 2007, in particolare il Monte Porri, creando gravi danni alla riserva e dove ci sono voluti addirittura diversi giorni per domare le fiamme o peggio ancora lo spaventoso incendio del 2000 che durò ben quattro giorni, mandando completamente in fumo Monte Fossa delle Felci con buona parte della sua riserva (vedasi allegati 6 e 7).Infine, non riesco a capire ancora quali sono queste “migliori opportunità”, considerato che, molti giovani sono costretti a lasciare Salina per andare a lavorare altrove, peccato, che nella lettera si parli solo dei pro e non anche dei contro, della Riserva.Con ciò non intendo assolutamente sminuire la bellezza di Salina, che non ha certamente bisogno di simili confronti, ma non mi sembra il caso di sfruttare un dramma come quello degli incendi per dar vita ad un inutile Riserva che non risolverà assolutamente nessuno di questi problemi. Sarebbe pura utopia predicare che non ci saranno più incendi o che questi diminuiranno, mentre sarebbe più ragionevole lavorare per fronteggiarli, mediante l’ausilio di uomini, mezzi e strutture, ovvero potenziando, durante il periodo estivo, il Corpo Forestale e dei Vigili del Fuoco e creando nelle zone più esposte delle barriere anti-incendio al fine di migliorare l'ottimo lavoro che queste persone stanno già facendo. Peccato, infine, che nella sua lettera il consigliere Lo Cascio non ha sprecato una sola riga per ringraziare i ragazzi dei Vigili del Fuoco, del Corpo Forestale ed i volontari che con molti sacrifici e con uno splendido lavoro, sono riusciti a domare gli incendi, grazie anche all'ausilio dei Canadair, nonostante questa caduta di stile del consigliere, mi sembra doveroso un ringraziamento a nome mio e di tutti i cacciatori a tutti coloro che hanno contribuito e che contribuiscono a tutelare ed a salvare con il loro lavoro il patrimonio naturale dell'isola. Lipari, lì 24 luglio 2008 Il Presidente della F.I.D.C. Geom. Angelo Scafidi

, a cura di Peppe Paino

Data notizia: 7/24/2008

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