Il fumo in gravidanza

Il fumo in gravidanza Pill(e)oline di medicina del dottor Giuseppe Sippelli Medico Pediatra alle Isole Eolie Il fumo di sigaretta è una piaga sociale. È responsabile di effetti nocivi devastanti sulla salute. Tutte le organizzazioni mondiali che si occupano di tutela della salute negli ultimi decenni hanno ottenuto risultati importanti nella lotta al fumo. Oggi nelle nazioni più civili vige una normativa severa sul fumo in ambienti chiusi, locali pubblici, mezzi di trasporto e dove sono presenti donne e bambini, inoltre molte campagne informative sensibilizzano la popolazione sui rischi del fumo persino sui pacchetti. Durante l'età riproduttiva le oltre 4000 sostanze tossiche del fumo fra le quali molte cancerogene riducono la fertilità di coppia. Nella donna il fumo inibisce gli ormoni estrogeni che hanno effetti protettivi sulla sua salute; causa alterazioni del ciclo mestruale e menopausa precoce, invecchiamento precoce della pelle e tromboflebiti oltre ad aumentatato rischio cardiovascolare. Gli spermatozoi umani diminuiscono in quantità e sono meno mobili. Il cancerogeno BENZOPIRENE altera il dna degli spermatozoi e il bambino avrà aumentata suscettibilità a sviluppare cancro. Aumentano i tempi necessari al concepimento e si riduce la mobilità delle tube femminili, si abbassano i livelli di progesterone, nell'uomo c'è disfunzione dell'erezione. In gravidanza il fumo nuoce alla placenta e al feto, è più frequente la placenta previa e la gravidanza ectopica o il mancato impianto dell'embrione nell'utero, aumenta il rischio di aborto spontaneo e di distacco di placenta specie nell'ultimo trimestre. Attraverso la placenta passano al feto tutte le sostanze tossiche del fumo, in primis NICOTINA. Elevato è il rischio che il bambino nasca con malformazioni congenite craniche come il labbro leporino (labiopalatoschisi) o agli arti, inoltre nel bambino nato da madre forte fumatrice è TRIPLICATO il rischio di ammalarsi di meningite da meningococco (la più grave). Alla nascita il rischio maggiore è la prematurità ed il peso più basso in media di 300gr: più la madre fuma meno il bimbo pesa alla nascita. Gli organi del feto tendono ad essere più piccoli, si riduce la funzionalità polmonare, nel cervello del feto si riduce il numero di SINAPSI cioè dei meccanismi che mettono in relazione fra loro tutte le cellule nervose: i figli di donne fumatrici possono sviluppare disturbi neurocomportamentali di lunga durata, ipereccitabilità ed iperattività. La mortalità neonatale aumenta del 20% in donne che fumano meno di 20 sigarette al giorno, del 35% in chi ne fuma più di 20. Si incrementa il rischio di infezioni del liquido amniotico o rottura della membrana amniotica, di morte intrauterina del feto o aborto spontaneo. Il fumo materno aumenta il rischio e l'incidenza delle "morti in culla" (SIDS) sia per il fumo in gravidanza che per quello passivo dopo la nascita: il rischio è correlato col numero di sigarette fumate. I bambini durante i primi anni si ammalano più spesso, sviluppano il 40% in più di otiti medie, bronchiti spastiche e sono piu' predisposti all'asma e alle allergie, hanno difese immunitarie più deboli, presentano ritardo di crescita, sviluppano più facilmente tumori e difetti all'udito, hanno valori di colesterolo HDL "buono" più bassi, sono più predisposti all'ipertensione da adulti. Durante l'allattamento la nicotina inibisce sia la produzione di prolattina che il riflesso di produzione del latte. La mamma fumatrice ha probabilità doppia di smettere di allattare prima del terzo mese del bimbo. Il fumo inoltre altera la composizione del latte materno rendendolo meno nutriente e saporito. Il fumo passivo durante le prime settimane di vita altera la percezione degli odori della madre da parte del lattante con deficit relazionale, provoca inoltre assuefazione al gusto di nicotina. Raddoppiato è il numero dei casi di coliche del lattante rispetto alle mamme non fumatrici che allattano e si è visto che lo stesso legame c'è in bambini allattati artificialmente che vivono con madre fumatrice. Il bimbo è meno attratto dalla suzione e questa è più debole e meno frequente inoltre il lattante piange più spesso, è più irritabile fino al punto da avere tremori tachicardia o vomito ripetuto. In età scolare c'è un rischio del 70% di sviluppare polmoniti bronchiti catarrali o spastiche e asma. I figli di genitori fumatori hanno meno probabilità di concepire di una coppia con genitori non fumatori. Dopo aver smesso di fumare i danni da nicotina scompaiono dopo 6 anni, quelli di alcune sostanze mai. La natura ci ha dato risorse infinite: il mare, l'aria, le piante, i cicli climatici, il sole che dà energia a tutto per consentire agli esseri viventi la vita; pensiamoci quando accendiamo una sigaretta perchè ogni volta spegniamo un po' di tutto cio'.

a cura di Peppe Paino

Data notizia: 16/04/2013

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