Si è spento un ambasciatore delle Eolie

Lipari- Cordoglio anche nelle Eolie, per la scomparsa di Michelangelo Antonioni, uno degli "ambasciatori" della bellezza da film dell'arcipelago nel mondo. Panarea e Lipari erano le isole alle quali il maestro era più affezionato: nella prima, nel magico set di Lisca Bianca, aveva girato nel '59 uno dei suoi film più importanti, l'Avventura, dirigendo Monica Vitti, Lea Massari e Gabriele Ferzetti. A Lipari, invece, era legato dal rapporto profondo e collaborativo con il Centro studi e ricerche di storia e problemi eoliani che ha riscoperto il valore di quell'opera. La versione restaurata da Mediaset Cinema Forever e dalla Scuola nazionale di Cinema- Cineteca nazionale il 5 settembre del 2002 venne presentata alla 59° Mostra internazionale del cinema di Venezia. In quell'occasione lo stesso Centro studi presentò il volume " l'Avventura, ovvero l'isola che c'è", ultimo della trilogia sui film in bianco e nero girati alle Eolie. Un libro, illustrato da numerosissime foto, arricchito da interviste e contributi di studiosi e uomini di cinema che rievoca le vicende legate alla lavorazione del film, scelto da Cinecittà per rappresentare, di fronte a più di mille esperti provenienti da ogni parte del mondo l'opera del regista. La stessa associazione diretta da Nino Saltalamacchia e Nino Paino ha, opportunamente, interrotto la ventiquattresima edizione della rassegna cinematografica " Un mare di Cinema". Manifestazione, tra l'altro, alla quale Antonioni aveva partecipato in passato ricevendo il premio " Efesto d'oro" alla carriera. Le proiezioni dei film dell'anno al teatro del castello riprenderanno domani, giovedì 2 agosto, alle 21.00 . " Vivere con Michelangelo- aveva dichiarato in una intervista rilasciata a Lipari nel 2000 la moglie Enrica Fico- significa aver già vissuto tante vite e tanti cambiamenti. Soprattutto in questi ultimi anni stargli accanto è molto intenso, chiuso in questo silenzio che da spazio ad una forte immaginazione sui suoi pensieri. Avevo 18 anni quando lo conobbi. Mi chiese se volessi cenare in un ristorante con molta o poca gente. Gli risposi che volevo andare in un locale affollato. Invece lui mi portò in un ristorante deserto, nel ferrarese. Mi raccontò di Zabriskie Point girato nell'America della contestazione giovanile e della musica rock ( con la celebre scena finale dell'esplosione con la musica dei Pink Floyd, n.d.r.) e non avvertimmo i nostri quarant'anni di differenza. Io avevo fatto la stessa esperienza. Mi disse, " tu sei la persona che dovevo incontrare perchè sai ascoltare molto bene". Non era il tipo che ti insegnava qualcosa o che ti diceva come si doveva fare, ad esempio, un'inquadratura, lavoro per il quale contava anche i millimetri sul monitor. Però ho imparato a conoscerlo osservandolo e ascoltandolo".

a cura di Peppe Paino

Data notizia: 31/07/2007

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