Uno dei più grandi intellettuali che il 900 ci ha regalato è stato senza ombra di dubbio Curzio Malaparte (Prato 1898 - Roma 1957), personalità poliedrica, indipendente e controversa, che passò dall'adesione al fascismo, all'antifascismo, al filocomunismo.
Proprio per questo fu confinato anche lui nel 1933 a Lipari: i suoi primi giorni sull’isola sono narrati nel racconto “Paese antico” dove Lipari viene chiamata con il suo antico nome di Meligunis. E scrive così:
“Se non erro, il nome di quel paese, non segnato sulle carte, è Meligunis: e mi sembra che ricorra per la prima volta nell’Inno a Diana di Callimaco. Quando vi giungemmo in barca, dopo una lunga traversata su un mare liscio come una lastra di marmo, era già sera…”
E poi ancora:
“Era un giorno di tempesta, il mare batteva furioso la testa ricciuta di capelli bianchi; una dura testa dalla fronte nera, contro gli scogli dell’isola del Purgatorio e del porticciolo di Marina Corta. Il piccolo piroscafo che fa servizio tra Milazzo e Lipari ballava sulle onde. Prima scese mia madre, nella barca di Giuseppe Valastro. Poi il toro incappucciato, imbracato; poi il prete nero, poi il dottor Fenech che veniva da Messina, poi l’avvocato Franza, il mio padrone di casa, che veniva anch’egli da Messina, poi i due carabinieri, col moschetto a tracolla, poi il morto che avevano imbarcato a Vulcano, tutto avvolto in un lenzuolo stretto da funi…”
Malaparte lasciò Lipari il 27 giugno del 1934.
Data notizia: 12/13/2016
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