“Fermatevi e pensate. Non importa a cosa, ma fatelo”
Questo l’invito che si leggeva a Ground Zero dopo l’attentato dell’11 settembre 2001.
Una voragine di morte e distruzione, una New York che ha risposto alla tragedia con la dignità e con la vita; con l’azione ed il sacrificio dei suoi vigili del fuoco, che sono diventati eroi nazionali ed internazionali. Da quella indimenticabile ed indimenticata giornata di settembre, ogni giorno è un pellegrinaggio continuo di persone che nel tempo vedono la ricostruzione di un quartiere flagellato da un atto terroristico, che ha messo in ginocchio il mondo.
La grande mela ha tirato fuori gli artigli e ha continuato ad essere la capitale mondiale dell’arte, della cultura e della moda, l’ombelico del mondo, un grande esempio di educazione civica, una città da vivere e che vive.
Entusiasmante e seducente, New York, nel periodo che precede e segue le feste Natalizie, diventa magica. L’atmosfera è davvero particolare: ormai è entrato nel mito l’albero gigantesco al Rockfeller Center davanti alla pista di pattinaggio sul ghiaccio, magnifici gli addobbi dei negozi in Fifth Avenue, folle il clima surriscaldato degli acquisti coi saldi, meraviglioso lo spettacolo natalizio alla “Radio City Music Hall”…e tutte le strade sono una festa di etnie, colori, luci e confusione.
A prescindere dal Natale, anche negli States tanto sacro quanto profano, vale la pena fare un viaggio nella Grande Mela e trattenersi qualche giorno per assaporarla. Imperdibili: il tramonto davanti alla Statua della Libertà, il Moma (Museum of Modern Art - ingresso gratuito il venerdì pomeriggio), una passeggiata fra gli scoiattoli a Central Park (magari imbiancato dalla neve), il negozio di giocattoli Fao Schwarz, un musical a Broadway, Pier 17 e il Ponte di Brooklyn, il Finance District con la Borsa più famosa del mondo a Wall Street, l’Empire State Building ed il Chrysler (celebri grattacieli dei primi del Novecento che ormai hanno un fascino antico), una Messa gospel possibilmente ad Harlem.
New York si può girare tranquillamente in metropolitana e con l’efficientissima rete di trasporto pubblico, ma pratici e accessibili sono anche i famosissimi taxi gialli, disponibili giorno e notte. E giorno e notte sono aperti i supermercati che offrono tutto, dai generi alimentari ai medicinali.
New York è anche la città dei grandi contrasti: a Manhattan, sotto i meravigliosi palazzi delle grandi firme e davanti alle vetrine più scintillanti del mondo, è facile incontrare barboni rannicchiati per terra. E queste realtà così contrapposte fanno riflettere.
Tornando ai “must”…è divertente prendere la funivia per Roosevelt Island, in Second Avenue all’incrocio con la Sessantesima (con il biglietto della metropolitana) per provare l’ebbrezza, non costosa, di viaggiare ad alta quota fra i grattacieli. Con lo stesso sistema vale la pena imbarcarsi sul ferry per Staten Island, come fanno i newyorkesi che lavorano a Manhattan ma vivono a Staten, possibilmente al tramonto…per ammirare la Miss più famosa degli Stati Uniti: Miss Liberty. Divertente un aperitivo, sempre al tramonto, nel bar panoramico e girevole “View”, dell’Hotel Marriott a Broadway. Buono il panino di Woody Allen alla Carnegie Deli 854W 7th - 55th St. Spese pazze e molto contenute, armati di pazienza, tempo e buona volontà, ai magazzini Daffy’s e XXI Century.
Ma New York non è solo Manhattan. E’ anche Bronx, Queens, Brooklyn e Staten Island, gli altri distretti. Con caratteristiche, elementi distintivi, segreti, popolazione, illustri nascite e architetture così diverse da rendere ogni borough unico ed inimitabile.
Il Bronx è la dimora di diverse minoranze etniche. Tra gli edifici famosi di questo distretto, imperano la chiesa di St. Jerome (sulla centotrentottesima strada) e lo Yankee Stadium, sulla riva destra del fiume Harlem. Storicamente il Bronx vanta una cattiva fama, come uno dei quartieri più violenti e pericolosi al mondo, ma in realtà non la merita.
Staten Island ha una parte "storica", caratterizzata da inconfondibili abitazioni unifamiliari e piccole villette in stile coloniale dell’inizio 900; un vasto e popoloso quartiere di edilizia popolare, sorto nel secondo dopoguerra, chiamato "projects", abitato in massima parte dalla popolazione di colore e di origine ispano-americana e la piccola collina di Fort Hill, la zona residenziale.
E ancora Queens e Brooklyn, musica e ponte. Questo e molto altro è New York. E’ vita…che va vissuta almeno una decina di giorni. Per assaporarne gli aspetti più unici. Parola mia.
, a cura di Daniela Bruzzone
Data notizia: 11/30/2009
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