Pd, il referendum di Caltagirone accentua la crisi

Gazzetta del Sud Michele Cimino Palermo Neanche in Bulgaria. Il 97,41 per cento dei democratici, o loro simpatizzanti, di Caltagirone, ha detto no al sostegno del Pd regionale al Governo di Raffaele Lombardo. I calatini iscritti al partito sono all'incirca 350, ma ieri in 2.124 hanno sentito il bisogno di pronunziarsi contro il governo in carica. E di questi, in 2069 hanno risposto "no", mentre solo in 54, poco meno del 2,6%, hanno approvato la linea politica del partito. Alla fine, nonostante il commissariamento del circolo di Caltagirone disposto in fretta e furia dalla segreteria regionale del Pd alla vigilia del voto, il referendum anti Lombardo si è svolto egualmente. Di prima mattina, come annunciato dagli organizzatori, sono stati aperti i due seggi, uno nel centro storico, l'altro nella zona nuova. I circa 350 iscritti, ma anche simpatizzanti e ragazzi che abbiano già compiuto 16 anni, sono stati chiamati a rispondere a questa domanda: "Può il Partito democratico continuare a sostenere il governo regionale di Raffaele Lombardo?". Proprio a Caltagirone, come si ricorda, alle primarie per l'elezione del segretario Giuseppe Lupo, votarono in 1.600. Analogo referendum, ad Enna, organizzato dal senatore Vladimiro Crisafulli, nemico giurato di Lombardo, come i senatori Enzo Bianco, Giuseppe Firrarello e Totò Cuffaro, ha fatto registrare, l'8 dicembre scorso, percentuali bulgare in favore del "no" a Lombardo. A nulla, pertanto, è valsa l'iniziativa del segretario regionale Lupo di affidare, in applicazione dell'art. 44 dello statuto, la gestione del Pd di Caltagirone al segretario provinciale della federazione di Catania, Luca Spataro, sostituendolo al coordinatore cittadino Gaetano Cardiel, accusato di aver violato lo statuto e di non aver posticipato il referendum in attesa che sulla questione si pronunciasse il comitato dei garanti. «Il segretario regionale del Pd in Sicilia, Giuseppe Lupo – ha commentato Cardiel– ha perso la testa, e la cosa più triste è che l'ha persa per Raffaele Lombardo. Il commissariamento è grave e irregolare e denota una grande paura per una cosa che dovrebbe essere per lui provvidenziale: sentire i suoi elettori sulla linea politica del partito. Lupo dovrebbe pagarci per il lavoro che stiamo facendo». Dopo aver sottolineato come le bacchettate della segreteria «hanno contribuito a produrre un moto di solidarietà», Cardiel si è chiesto se «il partito, chiuso dentro un fortino, sia in grado di ascoltare le istanze degli elettori, mentre farebbe bene ad analizzare il risultato plebiscitario che abbiamo ottenuto e che dà forza al Pd: quando si voterà gli elettori vorranno sapere con chiarezza da che parte stiamo. Il partito sta discutendo su opinioni diverse all'interno di un gruppo dirigente pluralista e quello che Lupo non capisce, o fa finta di non capire, è che secondo noi c'é una distanza siderale tra ciò che pensa la "cittadella assediata", e quello che pensa la maggioranza della base del partito. E poiché nelle riforme che faranno non potrà esserci l'abolizione del ritorno alle urne ci sarà un momento in cui dovranno confrontarsi con gli elettori, e saranno sonore sberle. Il nostro – ha concluso – è un atto d'amore per il partito e la segreteria, quando Lupo lo capirà, ci ringrazierà». A breve, un altro referendum, sempre per il "no a Lombardo", dovrebbe svolgersi a Gela, ad iniziativa del deputato regionale Miguel Donegani, che con Bernardo Mattarella e Giovanni Barbagallo si oppone alla linea del gruppo parlamentare del Pd all'Ars. Intanto, in coincidenza della consultazione, i vertici del Movimento per l'autonomia hanno organizzato a Caltagirone una manifestazione, «Smascherata di Carnevale», nella quale i simpatizzanti di Lombardo hanno vestito maschere raffiguranti gli avversari, di destra e di sinistra, del governatore. E da ieri hanno cominciato a raccogliere, porta a porta, firme a sostegno delle riforme che il governatore intende portare avanti alla Regione. In serata le adesioni erano 1118. In attesa che si pronunci Bersani – il cui intervento èstato più volte invocato dagli uomini del «no», a cominciare dal senatore Enzo Bianco – da Italia dei valori arriva al Pd la proposta di svolgere un referendum regionale il 27 e 28 febbraio.

, a cura di Peppe Paino

Data notizia: 10/01/2011

Condividi questo articolo

 


Potrebbero interessarti...



Vetrina immobiliare

Rudere sul mare
Vendesi fabbricato Acquacalda Lipari Vendesi fabbricato Acquacalda Lipari
250.000
Casa Quattrocchi Pianoconte Lipari Casa Quattrocchi Pianoconte Lipari
320.000
Vendesi villa Annunziata Lipari Vendesi villa Annunziata Lipari
600.000
Vendesi attico Lipari Vendesi attico Lipari
280.000

Notizie e interviste dalla Capitale

dalla nostra Daniela Bruzzone

Le ricette

Pesce spada alla siciliana

Dalle nostre ricette ingredienti per 4 persone... scoprile!

Eolie Islands

Instagram #liparibiz