Panarea dimenticata, lettera aperta al Sindaco

Panarea dimenticata, lettera aperta al Sindaco Riceviamo da Marco Tesoriero ( Panarea) e pubblichiamo una lettera aperta per il Sindaco di Lipari: Carissimo sindaco sono un giovane cittadino di Panarea, che ha scelto di improntare la propria vita sull’isola nel tentativo di potersi creare un’occupazione stabile nell’Eolie, invece di andare a cercare fortuna fuori, come hanno fatto e continuano a fare molti miei coetanei. Ho avuto occasione di conoscerla in prima persona e di scambiare qualche parola insieme nel massimo rispetto. Ho sempre visto in lei una persona capace e corretta, sempre pronta ad ascoltare gli altri e disponibile al confronto. Devo però sottolineare che negli ultimi tempi, questa mia stima e fiducia nei suoi confronti, incomincia a vacillare, dato che molte problematiche della mia amata isola di Panarea continuano a persistere ed aggravarsi. Voglio premettere che capisco perfettamente l’attuale situazione economica e le difficoltà che incontra anche all’interno dello stesso Consiglio Comunale a far approvare qualsiasi norma, decreto o spesa lei proponga, ma molte delle problematiche che Panarea si ritrova ad avere sono semplicissimi e banali interventi di manutenzione ordinaria che, di norma, ogni cittadino italiano richiede al proprio comune. La manutenzione stradale, ad esempio, è uno di questi problemi. Da anni, infatti, non viene fatto nulla per quello che è la manutenzione delle stradine carrabili e non dell’isola, che oggi presentano, in alcuni tratti, vere e proprie voragini aggravate ulteriormente dalle pesanti piogge di quest’inverno. Esse sono diventate un vero pericolo per chi vi si trova a transitare sia a piedi che in motorino. Fino ad ora le uniche contromisure sono state praticate dai costruttori dell’isola che, di tanto in tanto, si sono presi la briga di riempire queste buche con del cemento, ovviamente senza autorizzazione e a proprie spese. Altro problema che bisognerebbe risolvere, ed anche questo di normalissima e ordinaria manutenzione ma che non viene eseguito da anni, è la pulizia dei pochi ma fondamentali tombini che servono per la raccolta delle acque piovane. Essi, oltre ad essere completamente pieni di materiale e quindi inutili, presentano i normali logorii del tempo e cioè che le griglie cominciano a rompersi e permettono l’ingresso di rami e materiali di grosse dimensioni che otturando i condotti, aggravando ancor di più la situazione. Sempre nelle spese di ordinaria manutenzione dovrebbero rientrare quelle dalla potatura del verde pubblico, e in particolare quello adiacente ai locali della guardia medica e della sede circoscrizionale che, trascurato da anni, è diventato una vera e propria giungla. Continuo ancora con quello che è il problema dell’illuminazione del porto, dei fari e fanali che servono per l’illuminazione della banchina, fondamentali per l’approdo dei collegamenti marittimi nelle ore serali. Anche questo problema era stato sistemato qualche mese fa con l’intervento di liberi cittadini che, baipassando quelle che erano le direttive del comune, erano intervenuti sul guasto, sempre di prima persona e a spese proprie, richiedendo all’amministrazione solamente l’acquisto di una guaina protettiva per coprire l’impianto elettrico riparato. La guaina non è mai arrivata e ora i fari hanno dato definitivo forfè. Oltre a tutte queste problematiche, che spero a breve si riescano a risolvere, vorrei spendere due parole su quello che è il discorso della raccolta dei rifiuti. Ora io non so quali siano realmente i suoi progetti dopo la chiusura delle ATO, ma, visto che l’estate si avvicina e la situazione sembra ristagnare in un nulla di fatto, perché non prendere seriamente in considerazione quella proposta avanzata da un imprenditore, tra l’altro di Panarea, e aiutarlo a prendere in mano questo problema con la realizzazione nell’area adiacente alla vecchia discarica, tutt’ora tale, di un area di stoccaggio e di smaltimento DIFFERENZIATO dei rifiuti? Vi è già un progetto preliminare, che aspetta solo il vaglio degli enti pubblici. Potrebbe essere una spesa di bilancio in meno per il comune di Lipari e la possibilità, per noi panarellesi, di risolvere definitivamente questo problema. Potrei andare avanti ancora a lungo ad elencare problemi su problemi che sono presenti nella più piccola delle isole del suo comune, ma mi voglio limitare solo a queste considerazioni e chiederle anche perché è da più di quattro mesi che non viene a conferire con la popolazione locale che, se non l’ha dimenticato, ha sostenuto in percentuale, più di qualsiasi altra isola alla sua elezione a Sindaco. Capisco che deve sostenere numerosi impegni, ma credo che una mezza giornata in quattro mesi si poteva trovare. Insomma, Signor Sindaco da quando si è insediata la sua Giunta Comunale, ormai più di otto mesi fa, non è stato fatto assolutamente nulla per Panarea. Le uniche iniziative sono state prese liberamente da noi cittadini, a nostre spese e, in particola, dai componenti della Circoscrizione. Mi spiace dovermi rivolgere ai mezzi di stampa e non a lei direttamente per queste richieste, ma so che le continue sollecitazioni sempre da parte del comitato di quartiere a lei in prima persona, su questi problemi, non hanno dato nessun risultato. Vorrei concludere, se mi consente, con una domanda: invece di millantare a ogni problema la possibilità di dichiarare il fallimento del Comune che comporterebbe la fine di ogni progetto e l’innalzamento delle tasse al massimo consentito dalla legge, perché non intentare un’azione legale o politica, per chiarire quelle che sono state le spese selvagge del passato che avrebbero portato il Comune di Lipari sull’orlo del collasso finanziario? Questa mia lettera vuole comunque essere un incitamento e un nuovo invito al dialogo per risolvere insieme i problemi di Panarea, che diventano sempre più urgenti dato che la stagione turistica è ormai alle porte. Marco Tesoriero

a cura di Peppe Paino

Data notizia: 15/03/2013

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