La storia dell'ex villetta Saltalamacchia (2)

Da " Voi chiedete , l'Amministraizone risponde" a cura di Michele Giacomantonio, portavoce del sindaco di Lipari: Egregio Sig. Saltalamacchia, come promesso, per prima cosa questa mattina sono stato all’Ufficio tecnico a consultare la documentazione relativa al suo illecito ed in particolare i suoi ricorsi al TAR che, giusto come avevo ritenuto in un primo momento, sono stati due e non uno. Del primo, eseguito tramite l’avv. Giacomo Gazzara per impugnare l’ordinanza comunale di demolizione del fabbricato abusivo, non esiste agli atti l’originale del ricorso ma esiste la sentenza del TAR di Catania che il 3 maggio 1984 lo rigetta (v. allegati 1,2,3) Il secondo ricorso al TAR è invece del 12.04.1985 ed è fatto tramite l’avv. Alfio Ziino, questa volta per l’annullamento dell’ordinanza di acquisizione al patrimonio comunale. Le allego la prima e l’ultima pagina (allegati 4 e 5) Forse quest’ultima sentenza chiarisce meglio gli eventi successivi. Il 17 giugno 1985 il TAR sospende il processo di acquisizione al patrimonio comunale della villetta abusiva e quindi la villetta rimane nel possesso e nella proprietà del Saltamacchia. Il 2 maggio 1986 il Saltalamacchia fa domanda di condono edilizio per estinguere l’illecito ma il 17 gennaio 1991 Saltalamacchia fallisce e non certo per colpa del Comune. Il Tribunale fallimentare gli confisca la villetta abusiva assieme ad altri beni patrimoniali immobili e mobili. Il 19 gennaio 1994 il Tribunale mette la villetta al pubblico incanto tramite il curatore fallimentare. La villetta viene acquistata dal Sig. Scaffidi Salvatore che ne diventa proprietario, possessore e beneficiario di una pratica di condono in itinere avanzata dal Saltalamacchia. Il 29 dicembre 1994, pochi mesi dopo che lo Scaffidi è divenuto proprietario della villetta, il Comune di Lipari tramite l’ufficio condono esprime parere negativo alla sanatoria. Immediatamente, tre mesi dopo, approfittando di un nuovo condono (Legge n. 724/94) lo Scaffidi reitera la domanda e quindi continua a rimanere nella proprietà e nel possesso del bene e vi rimane fino al sette luglio del 2001 quando l’ufficio condono esprime ancora parre negativo e subito ripartono ordinanza di demolizione, ordinanza di acquisizione al patrimonio comunale, ordinanza di sgombero dell’immobile. A salvare lo Scaffidi arriva un nuovo condono quello della Legge n.326 del 2003 ma ancora una volta l’ufficio condono esprime parere negativo giacché l’immobile non è sanabile in quanto ricade in zona F2 gravata dal vincolo cimiteriale e ancora una volta è emessa una ordinanza di sgombero dell’immobile. Ordinanza che viene bloccata dal ricorso al TAR dello Scaffidi il 18 gennaio 2008 e da allora in Comune è in attesa della sentenza del TAR. Questo il susseguirsi dei fatti che ho cercato di ricostruire. Vi furono favoritismi verso lo Scaffidi come insinua Saltalamacchia e tutto a suo danno? Lo deciderà la magistratura che su questa vicenda ha aperto un procedimento. Un’ultima cosa. Dalle carte prodotte questa mattina l’autorizzazione rilasciata dal Comune di Lipari a firma del Vice Sindaco il 13 febbraio 1997 risulta del tutto legittima visto che all’epoca per la villetta esisteva una istanza di condono che sarà rigettata solo il 7 luglio 2001. Cordiali saluti. Michele Giacomantonio Lipari 3 giugno 2013

a cura di Peppe Paino

Data notizia: 03/06/2013

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