Dal Musée d’Orsay IMPRESSIONISTI. Tête à tête.

Dal Musée d’Orsay IMPRESSIONISTI. Tête à tête.

Fino al 7 febbraio, il Complesso del Vittoriano ospita la mostra  Dal Musée d’Orsay IMPRESSIONISTI. Tête à tête. Mostra che propone attraverso sessanta opere, un ritratto della società parigina della seconda metà dell’Ottocento, attraversata dai grandi mutamenti artistici, culturali e sociali di cui gli impressionisti sono esponenti e testimoni. Il centro della ricerca artistica diventa la rappresentazione della vita moderna. Scompare la pittura storica, religiosa o allegorica e i quadri rappresentano immagini cariche di contemporaneità. Manet, Renoir, Degas, Bazille, Pissarro, Cézanne, Morisot, Rodin…anche questi tra i tanti artisti in mostra con i loro dipinti e le loro sculture. Attraverso i volti, gli abiti, le posture e gli accessori dei personaggi ritratti e ancora attraverso i luoghi e le ambientazioni in cui sono inseriti, l’esposizione offre la possibilità di ricostruire l’ambiente culturale, i contesti sociali e gli stimoli artistici in cui lavorano gli impressionisti e di cogliere la rivoluzione dello sguardo e il rinnovamento stilistico di cui il movimento impressionista è portavoce. Come afferma Zola nel 1868, sono pittori che amano il loro tempo…cercano prima di tutto di penetrare figure prese dalla vita e le hanno dipinte con tutto l’amore che provano per i soggetti moderni. Il percorso della mostra fa rivivere lo spirito di un’epoca, offrendo un affresco della società francese negli anni del movimento impressionista. Artisti e letterati, familiari ed amici, politici e uomini di affari, signore della borghesia, bambini e ragazzi, evocano mirabilmente episodi di un’esistenza che si svolge fra città e campagna, interni domestici e gite sul fiume. Le opere scelte per la mostra, alcune diventate vere e proprie icone dell’impressionismo, mettono in luce gli aspetti innovativi del movimento artistico ed evidenziano, allo stesso tempo, le caratteristiche delle singole personalità. Tra i capolavori esposti Il Balcone di Manet, icona della borghesia parigina di fine Ottocento. Jentaud, Linet et Lainé in cui Degas si sofferma sui visi pensosi dei tre giovani industriali parigini che emergono dalla tavolozza scura illuminata dai bianchi della tovaglia, dei polsini, del giornale e ancora dello stesso artista, il ritratto del nonno Hilaire de Gas. Bazille dipinge Il ritratto di Renoir, con i piedi su una sedia, facendone il modello della sfrontatezza giovanile. Di Renoir è esposta anche L’altalena, dove la luce inizia a diventare la protagonista delle opere. Di Cézanne invece abbiamo Donna con caffettiera, l’Autoritratto e Il giocatore di Carte. Rodin ci racconta come l’impressionismo riesca a penetrare anche l’immobilità della scultura con il suo Victor Hugo. Fino al 7 febbbraio.

di Daniela Bruzzone



Data notizia: 30/11/2015

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impressionisti - mostra - Roma -



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