Museo di Lipari, ricordato Bernabò Brea

Gazzetta del Sud Peppuccio Subba Lipari I principali artefici della fortuna archeologica delle isole Eolie sono un ligure, il prof. Luigi Bernabò Brea e una francese, la dottoressa Madeleine Cavalier. I due insigni studiosi, giunti a Lipari alla fine degli anni quaranta, avviarono sistematiche ricerche e intense campagne di scavi in tutto l'arcipelago, portando alla luce reperti di grandissima importanza che hanno permesso la creazione del Museo archeologico regionale di Lipari. Le 30 sale, divise in quattro sezioni, della struttura museale, ubicata nel castello e, in parte, nelle isole di Salina, Panarea e Filicudi, con le aree archeologiche dell'arcipelago, sono come un inesauribile "libro" che racconta, pagina dopo pagina, l'evoluzione della storia dell'uomo. I due maestri dell'archeologia, che hanno anche curato l'assetto del museo, definito, dai cultori del mondo antico, un "tempio di livello mondiale", sono stati attenti negli scavi ma anche in biblioteca, perché autori di svariate pubblicazioni. Il prof. Bernabò Brea e la dottoressa Cavalier, che per oltre cinquant'anni hanno dedicato la vita alle Eolie e alla Sicilia si sono guadagnati stima e riconoscenza degli eoliani e della collettività archeologica internazionale. A entrambi è stata conferita la cittadinanza onoraria dei quattro comuni delle Eolie e il Museo di Lipari porta il nome di Bernabò Brea, deceduto nel gennaio 1999. Il mondo culturale lo ha voluto ricordare nella chiesa di Santa Caterina, ubicata all'interno del Castello di Lipari, con un convegno nel centenario dalla nascita. L'incontro organizzato dal dott. Umberto Spigo, direttore del parco archeologico delle Eolie, Milazzo, Patti e comuni limitrofi, di concerto con l'architetto Michele Benfari, dirigente del Museo di Lipari, ha registrato gli interventi dell'architetto Gesualdo Campo, dirigente generale dei Beni culturali e dell'identità siciliana, del dott. Spigo, della dottoressa Maria Bernabò Brea, direttrice del Museo Archeologico di Parma, della professoressa Anna Maria Bietti Sestieri, professore ordinario di protostoria europea all'Università del Salento, della dottoressa Giovanna Bongiorno, giornalista, scrittrice e regista, di Massimo Lo Schiavo, sindaco di Santa Marina Salina e di Corrado Giannò, assessore comunale. Tutti hanno esaltato la figura dello studioso definendolo un maestro che ha avuto la capacità di collocare il luogo delle cose, l'ordine delle parole, il posto specifico dei concetti, partendo dalla convinzione che non esistono rinvenimenti più o meno importanti, ma esistono solo oggetti che, inseriti in una griglia dei raffronti e riscontri, rivelano i segni della storia. Nell'occasione è stato presentato il volume "Archeologia delle isole Eolie. Il villaggio dell'età del Bronzo Medio di Portella a Salina. Ricerche 2006-2008" della dottoressa Maria Clara Martinelli.

, a cura di Peppe Paino

Data notizia: 6/26/2011

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