"Eolie fuori dalla lista dei luoghi di confino"

Riceviamo da Piero Roux e pubblichiamo: I MAFIOSI CHE CACCIAMMO DA FILICUDI OGGI VIVONO -IN SOGGIORNO OBBLIGATO- TRA DI NOI, SENZA CHE I PIU' NE SIANO A CONOSCENZA. E' trapelata la notizia che il sindaco - durante il Consiglio Comunale odierno ( ieri ndr)- ha richiesto di fare dichiarazioni a porte chiuse. In aula sono rimasti solamente i consiglieri. Anche la stampa è stata esclusa. Mariano Bruno ha relazionato sui fatti gravissimi che negli ultimi anni si sono verificati alle Eolie con particolare riferimento al rischio di infiltrazioni di capitali in odor di mafia, ai soggetti in soggiorno obbligato nel territorio eoliano che giustificano l'incremento dell'organico dei carabinieri e di conseguenza alla realizzazione delle caserme. Occorrerà stabilire se in Consiglio passerà l'argomento che è all'ordine del giorno (140 appartamenti a Lipari e a Vulcano, in cambio delle due caserme dei cc a Lipari e a Panarea) o viceversa si potranno seguire altre strade per far costruire in tempi celeri i nuovi locali ai militari dell'arma. Le domande sono spontanee: Cosa ci fanno dei delinquenti in soggiorno obbligato in un territorio ad alto rischio di infiltrazioni mafiose ? Chi ce li ha mandati? E ancor più: E' questa la corretta gestione di un territorio a vocazione turistica e con il privilegio di essere inserita nella World Heritage List dell'UNESCO? Credo che qualcosa in questo meccanismo perverso sia da rivedere. Non abbiamo bisogno di più militari ma esigiamo che queste isole vengano definitivamente cancellate dalle lista dei luoghi di confino. Al Sindaco Bruno si ricorda che - a seguito di una manifestazione di massa seguita all’incendio doloso di due appartamenti ricollegabili al Dott. La Greca (ex assessore DS) e al Geom. Sabatini (attuale consigliere Nuovo Giorno) – ha affermato che, tutte le sue energie sarebbero state spese nella lotta al fenomeno intimidatorio di stampo mafioso. Era precedentemente caduto nell’errore (in buona fede) di costituire la Lipari Porto SpA (una società mista tra Comune di Lipari e Condotte d’Acqua) la quale risulta indagata per aver sub-appaltato lavori ad aziende mafiose e conseguentemente, soggetta ad arresti di alti dirigenti, compreso il Presidente che vengono condannati . Il Sindaco ancor oggi si ostina a non voler sciogliere la società Lipari Porto SpA per “palese indegnità” del socio di maggioranza; non ha fatto opposizione al fatto che si aprissero, sul territorio liparese, alcuni negozi di “compro oro” ; non ha mai affrontato, insieme alle forze dell’ordine e al prefetto - prima del penoso atto di sangue che ha messo in lutto un intero paese - un’azione di prevenzione o di arginamento dei delittuosi atti di microcriminalità. Oggi a sorpresa, per far leva sul senso di responsabilità dei consiglieri tutti, si decide a “rivelare” la scomoda realtà e, conseguentemente, la sua pochezza quale amministratore e temporaneo tutore del quieto vivere della sua gente... Pochi mesi ci dividono dalla fine del suo mandato elettorale ma nessuno cancellerà, nel tempo, il ricordo del male che la sua amministrazione ha causato alle nostre isole. Piero Roux

a cura di Peppe Paino

Data notizia: 27/01/2012

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