Scampa all'agguato e ammazza uno dei sicari

Gazzetta del Sud Giovanni Petrungaro SPADAFORA Avrebbe dovuto essere un'esecuzione in piena regola, ma la vittima ha reagito e sull'asfalto è rimasto uno dei sicari. È di un morto e forse un ferito lieve il bilancio di una sparatoria avvenuta ieri sera a Spadafora, in via Acquavena, una stradina collegata alla strada principale del paese. La vittima è Domenico Santapaola, 36 anni, diversi precedenti penali alle spalle che – secondo quanto emerso – avrebbe dovuto essere agli arresti domiciliari. L'uomo è caduto sotto i colpi sparati da Francesco Giorgianni, ex vigilante dell'Aicon di Giammoro, che a quanto sembra era la vittima predestinata dell'agguato e che dopo aver miracolosamente schivato i proiettili del gruppo di fuoco, ha sparato con la pistola che deteneva regolarmente centrando Santapaola e forse – il particolare non è stato confermato dagli investigatori – ferendo un altro componente del "commando" che dopo aver cercato di colpire anche il fratello del Giorgianni, Davide, 26 anni, si è dato alla fuga facendo perdere le proprie tracce. Sull'asfalto, a due passi dal torrente Acquavena, invece è rimasto il corpo del 36enne messinese, che avrebbe pure tentato invano di scappare nonostante la prima pallottola ricevuta. I due fratelli Giorgianni, subito dopo l'accaduto hanno avvertito i carabinieri e sono stati portati in caserma per accertamenti. La posizione di Francesco Giorgianni è al vaglio degli investigatori. In nottata sono stati interrogati a lungo dal magistrato della procura di Messina, Stefano Ammendola e dai carabinieri. Massimo il riserbo sulle dichiarazioni. Del resto sono davvero pochissimi i tasselli a disposizione delle forze dell'ordine su un omicidio che è scaturito da una reazione di quella che doveva essere la vittima designata. Un agguato studiato a tavolino che è saltato forse per una serie di coincidenze sicuramente impreviste per i killer. Dal racconto dei fratelli Giorgianni si potrà avere comunque un quadro più chiaro sia per quel che concerne il movente, sia soprattutto la dinamica. Secondo la prima ricostruzione, l'agguato è scattato intorno alle 20,30. Infatti qualche minuto prima Davide Giorgianni, che gestisce una profumeria proprio sulla Nazionale, aveva chiuso l'esercizio commerciale. Con lui c'era il fratello Francesco ed insieme sono andati a prendere la macchina, parcheggiata lungo la via Acquavena, in prossimità dell'ingresso del condominio. Proprio qui li aspettavano i killer. Ma la circostanza che l'auto, una Hyundai fosse parcheggiata in maniera tale da non consentire al passeggero di accedere, è stata forse fatale per il sicario. Infatti, mentre Francesco si è posto alla guida, cercando di avviare il motore, Davide, rimasto in piedi ancora fuori dall'abitacolo, si sarebbe accorto della presenza del gruppo di fuoco, urlando al fratello di proteggersi. Nel frattempo però i sicari avrebbero iniziato a sparare, ma forse disorientati da quella reazione, non hanno centrato il vigilante, bensì la carrozzeria dell'auto. Francesco Giorgianni a sua volta ha estratto la pistola che portava con sè ed esploso due-tre colpi con la propria 7,65 che hanno attinto Domenico Santapaola. Nel frattempo il fratello minore di Giorgianni ha cercato riparo nei condomìni vicini. Alcuni dei killer hanno tentato di inseguirlo, ma quando l'ex guardia giurata ha continuato a sparare e soprattutto quando si sono accorti che Santapaola era stramazzato al suolo privo di vita, consapevoli che l'azione di sangue era tragicamente fallita, si sono dileguati, attraverso le campagne di via Acquavena che conducono alla zona di San Martino o al vicino casello autostradale di Rometta. Ma si tratta di strade impervie che necessitano di una conoscenza dettagliata dei luoghi. Questo particolare porta gli inquirenti a non escludere una possibile presenza di personaggi locali. Il fragore degli spari determinato dal conflitto a fuoco è stato avvertito da numerose persone che abitano negli stabili che circondano la zona e quindi l'allarme è stato immediato. Gli stessi fratelli Giorgianni hanno chiamato i carabinieri della vicina stazione. Dopo pochi minuti la zona è stata illuminata dai lampeggianti di polizia e carabinieri. Le indagini sono condotte dalla Compagnia di Milazzo, agli ordini del capitano Antonio Ruotolo, in collaborazione con i militari della locale stazione. Sul posto sono giunti a tarda sera anche il comandante provinciale dell'Arma, colonnello Claudio Domizi e il funzionario della squadra mobile di Messina. Rosalba Stramandino. L'intera zona è stata transennata per cercare di tenere a distanza i numerosi curiosi. Anche il traffico sulla Nazionale, nonostante l'orario, ha subito rallentamenti. Poco o nulla è emerso sul movente, anche se si escluderebbero situazioni legate alla criminalità organizzata. Una ipotesi circolata nell'immediatezza dei fatti quella di una lite avvenuta nei giorni scorsi, legata a vecchi rancori. Una situazione che potrebbe essere collegata ad un incidente stradale dalle conseguenze tragiche risalente ad alcuni mesi addietro. Un episodio che avrebbe determinato tante discussioni e persino delle minacce alla famiglia Giorgianni che proprio Francesco, la guardia giurata, di recente aveva segnalato alle forze dell'ordine. Ma si tratta solo di una mera ipotesi. La ricostruzione del puzzle investigativo necessita ancora di tantissimi tasselli.

a cura di Peppe Paino

Data notizia: 11/02/2012

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