Malfa- “In un angolo di mondo dove il cielo e il mare si tenevano per mano, ogni cosa, ogni ricordo sembrava incastonato in un azzurro dalle mille sfumature”. Così Paolina Campo inizia la descrizione del suo ultimo libro L’UOMO DI SCALO GALERA, pubblicato nel mese di luglio di quest’anno e presentato, recentemente, nel Patio della Biblioteca Comunale di Malfa. Si tratta della sua terza pubblicazione. Nel 2005 ha esordito con “Era la mia casa”e, nel 2009, ha presentato “Vi racconto una storia”. Ed ora nel 2012 Paolina Campo continua la sua attività letteraria e ci porta nel recente passato e ci racconta storie, vicende, vicissitudini di personaggi isolani e ci fa conoscere e scoprire tanti aspetti della vita sociale malfitana. Il libro si apre con il racconto su un grande personaggio dell’800, l’Arciduca Luigi Salvatore Asburgo d’Austria, amante delle Eolie, a tal punto da descriverle, minuziosamente, in otto volumi. Da questo contesto le narrazioni si susseguono sino agli anni ’50 e ’60 con “ I mircieri”, “Donna Maria a tincitura”, la luce elettrica, Giovannino Lopes, L’Avvenire eoliano, Antonio De Maria, L’emigrazione in America, I Comuni eoliani, la guerra, la tragedia del piroscafo Santamarina, Catania, L’albergo Fraumena, Giovani soldati, Vittorio Brundu superstite di Cefalonia, Guardiano del porto, Lo sbarco degli Alleati, Il Semaforo, il dottore Marino Giuffrè , l’ingegnere Felice Lopes, Cinque lire, Giovanni De Maria, i soprannomi, le terre dei Santi, I runnuna, la Madonna del Terzito, il Pellegrinaggio di Maria nelle isole Eolie, Don Giovannino Marchetti, la scuola dell’infanzia di Malfa ed altri titoli che riguardano l’alba ed il tramonto, il giorno e la notte. Il tono descrittivo di Paolina Campo è molto lineare, semplice, spontaneo ed è accessibile a tutti. Una volta che si inizia a leggere il libro, il lettore viene preso dal desiderio di continuare a sfogliare le pagine, perché non può fare a meno di staccarsi dalla lettura. Le varie storie, brevi e concise, si susseguono una dopo l’altra e diventa una scoperta continua la conoscenza di aspetti singolari che, senza la ricerca accurata e paziente di Paolina durata per ben due anni, noi non avremmo potuto mai sapere, perché tante cose sono andate ormai perdute sulla memoria storica e tradizionale della storia isolana. Con questo volume, arricchito da numerose foto d’epoca, Paolina Campo ha contribuito, notevolmente, a salvare un materiale della cultura orale dell’isola di Salina che sarebbe andata perduta per sempre e non avremmo avuto l’opportunità di potere arricchire il patrimonio culturale del nostro passato trasmesso nel presente e per le generazioni future.
Antonio Brundu
a cura di Peppe Paino
Data notizia: 9/5/2012
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