Arte e magia a Filicudi. Intervista a Loredana Salzano

Arte e magia a Filicudi. Intervista a Loredana Salzano

Si è da poco conclusa a Filicudi la cosiddetta "biennale più piccola del mondo", nella quale per un'intera notte trenta artisti hanno reso omaggio a questo luogo che ha fortemente ispirato le loro opere. La piccola isola è diventata per una decina di ore palcoscenico di uno straordinario evento in cui arte e natura, magia se vogliamo, si sono legate indissolubilmente. Tra i vari e importanti autori presenti ritroviamo Loredana Salzano che, alla sua prima partecipazione, si è dimostrata entusiasta non solo della location, ma anche dell'atmosfera respirata all'evento. "Erano presenti molte persone del mondo dell'arte locale, ma anche galleristi e autori di città importanti come Milano" afferma l'artista salernitana, le cui opere hanno entusiasmato un gran numero di spettatori. Anche lei sottolinea come una mostra d'arte tenuta in un luogo cosi informale, quasi intimo, acquisti un significato più autentico e crei un contatto più immediato con gli spettatori. Immediatezza che è appunto al centro della sua concezione artistica, secondo la quale il messaggio delle opere deve essere prima di tutto chiaro e diretto, solo così l'artista raggiunge il suo vero scopo. Non a caso le installazioni delle Alici rinchiuse nelle scatolette contengono delle frasi come "fame tanta di fuga autentica" che esplicano alla perfezione il significato dell'intera opera, in cui questi "pesci comuni" si ribellano finalmente alla gabbia, la scatoletta, e alle etichette che la società moderna impone loro;  riescono così a ribadire non solo la propria unicità, ma anche quello stile di vita dettato dalla natura stessa, di cui le isole,  proprio per la loro lontananza dalla terra ferma, divengono ontologicamente simbolo. 

Nella "L'Alice attonita" la perplessità nei confronti di questa strana e artificiosa società si esplica nell'essere attoniti, stato d'animo che secondo Loredana è "proprio di chi si fa delle domande su ciò che lo circonda". Infine la celebrazione di Filicudi raggiunge il suo culmine nella miniatura dell'isola che, ispirata dal mito delle rupi erranti di Omero, Loredana ha voluto rappresentare fluttuante sì, ma con delle solide radici che la tengono ancorata al suolo. "Questa rappresentazione" ci spiega l'artista " vuole essere un'efficace metafora delle donne", in particolare eoliane, che da una parte sono ancorate alla vita familiare e giornaliera, ma che dall'altra riescono a "volare" nel cielo e ad andare oltre, dotate come sono di una spiccata sensibilità. Una produzione artistica, quella di Loredana, in cui esperienze personali, simboli e un' idea ben definita dell'autentica natura umana si fondono e si impersonificano in quei pescetti che, con quel loro sguardo straniato e leggermente strabico, vogliono dirci più di quanto possiamo immaginare.

di Carlo Cimellaro



Data notizia: 22/08/2014

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